La Chiesa di S. Anna (dal Libro Chiese di Brescia di R.Lonati)

La Chiesa di S. Anna (dal Libro Chiese di Brescia di R.Lonati)

Tra i quartieri periferici bresciani che nel dopoguerra hanno vissuto particolare sviluppo urbanistico v’è quello di S. Anna. “La stessa protettrice è stata scelta dalla parrocchia, nata ufficialmente nel novembre 1963, dopo due anni di rodaggio” vissuti in un prefabbricato benedetto da mons. Giacinto Tredici vescovo il 17 dicembre 1961². Verosimilmente la comunità parrocchiale ha inteso tramandare il titolo appartenuto alla chiesuola privata posta sul vicino colle di S. Anna, (v.) negli anni Cinquanta ridotta ad uso profano, prima che la rinnovata proprietà ne favorisse la riapertura al culto³.

Progettata dall’ing. Claudio Pogliaghi e dall’arch. Mario Dioni i quali “hanno lavorato su un’idea proposta dal parroco e ispirata ai testi biblici ed al concetto di chiesa come popolo di Dio”⁴; posata la prima pietra il 2 giugno 1967 e iniziati i lavori dall’impresa del comm. Pasini, nell’ottobre 1968, la nuova parrocchiale di S. Anna è sollecitamente completata nelle linee essenziali, la consacrazione celebrata solennemente alla presenza di mons. Luigi Morstabilini vescovo il 2 ottobre 1969.

Sintetico, significativo il rendiconto della attività parrocchiale redatto in occasione del decennale di consacrazione della chiesa⁵; fra l’altro si nota la ripetuta presenza del Vescovo bresciano, che il 24 febbraio 1963 ne decreta l’erezione in parrocchia dandone avviso durante la messa solenne delle Quarantore e dichiarandola al tempo stesso prepositurale; il 27 febbraio successivo assiste alla nascita dell’ACLI, il 4 maggio presenzia all’avvio della costruzione dell’oratorio maschile.

Dall’1 ottobre 1963 inizia l’attività delle suore Dorotee di Cemmo presso la scuola materna e l’oratorio femminile. Motivo di grande gioia per i parrocchiani l’udienza concessa da papa Paolo VI il 19 agosto 1964; come festosamente il 4 ottobre del medesimo anno è inaugurato l’oratorio maschile.

Ci si è soffermati sugli avvenimenti che precedono la costruzione della nuova chiesa perchè indicativi del fervore che ha animato la comunità prima ancora di disporre della vera e propria “aula” in cui riunirsi e pregare; lo stesso fervore è riservato all’edificazione del tempio. Ampio e pressochè quadrangolare il perimetro delle mura di S. Anna, che per le ridotte finestrature, l’aggettante cornice di gronda e il lieve curvilineo innalzarsi del tetto fino alla sommitale “cupoletta” fa pensare a tipica costruzione orientale.

Sul biancore della facciata risalta la lineare Croce in ferro posta al piede della scalinata di accesso. Più mossa la pur regolare e ampia navata, dove setti e lesene delineano le nicchie dell’ingresso maggiore, dell’altare e dell’alto coro che lo affianca. Al pavimento che inclina al vano presbiteriale corrisponde l’ascendere del soffitto verso la stessa area centrale: la lignea perlinatura che lo riveste è disposta in modo da “disegnare” grandi campiture triangolari, ideali vele spiegate nel vento. Chiare le pareti: nella destra sono allineate le stazioni della Via Crucis, per alcuni anni solo ornamento alla chiesa. I quattordici pannelli ceramici in bassorilievo dal lieve cromatismo sono dello scultore senese Vasco Nasorri (Vascon) ed evocano il fare del nostro Oscar Di Prata.

(*) Articolato l’abbellimento pittorico all’altare inaugurato l’11 aprile 1981 dal Vescovo di Brescia: le ampie descrizioni dell’opera apparse per l’occasione in quotidiani e periodici locali, l’interpretazione datane dal compianto Guido Stella esimono dal dilungarci sull’esito della collaborazione prestata dagli artisti del gruppo “Campiani Zeit”. Basti rilevare che la parete retrostante la mensa si anima delle cromie dei cinque grandi pannelli legati tra loro da ampia fascia: a destra di chi osserva, un “trittico” ove risaltano i SS. Anna e Gioacchino, patroni della chiesa, raffigurati da Gian Franco Caffi nella quiete d’un interno; Ugo Vinetti interpreta figurativamente il cammino della comunità parrocchiale; al di sopra risalta la soave Annunciata plasticamente composta da Luigi Corti.

All’altare il Risorto, di Luigi Salvetti (vd fig.1)  (opera spostata lateralmente), al quale s’eleva lo sguardo della Vergine dipinta da Angelo Rossini (opera spostata in altro luogo ndr).

Di fra Costantino Ruggeri la simbolica raggiera in acciaio al centro della quale si apre il tondo profilo dorato della porticina del tabernacolo; l’opera, posta su blocco di porfido, è ulteriore prova della singolare creatività di questo religioso. Altro rossigno e scabro blocco si anima per il filo d’acqua che, simile a sorgiva, scende fino ad alimentare il fonte battesimale posto a fianco della porta principale di S. Anna.

Così ci apparve la chiesa intorno al 1990; il fervore della comunità che l’ha edificata ha prodotto successive migliorie, come il pavimento marmoreo, l’armonia funzionale del presbiterio, dotato di nuovo altare e di consonante fonte battesimale che ha consentito di accrescere la ricettività del “pronao”. Ed oltre opere ancora ci sono anticipate…

(*) Opere non piú presenti in chiesa.

 

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