Nel 1610 il Da Lezze nel suo Catastico individuava il toponimo S. Anna nella «collina detta dell’Abbazia sopra la quale vi è fabbricata la Chiesa et monasterio di Padri Capuccini, et più a basso, pur verso ponente vi è la Chiesa di detta Abbazia».
Gli stampatori Rizzardi, oltre alla loro casa di villeggiatura, edificarono una cappella dedicata a S. Anna che divenne il punto di riferimento per la vita religiosa delle case e cascine circostanti. Il nome della santa si estese a tutta la zona circostante compreso il quartiere, poi sorto in via del Franzone, la parrocchia e la clinica che vi sorse.
DAL BOLLETTINO UP N.3 del 2019 –
Il giorno 12 ottobre scorso la nostra parrocchia ha festeggiato i suoi primi cinquant’anni dalla consacrazione della Chiesa, con la celebrazione eucaristica presieduta da Mons. Mario Piccinelli, che fu parroco di S. Anna dal 1989 al 2005 e nell’omelia ha ricordato anche il suo contributo in favore alla comunità parrocchiale. A partire dagli anni sessanta nasce e si espande il quartiere alle pendici della collina di S. Anna. Fu sicuramente una zona vivace e piena di famiglie giovani. I maggiori sostenitori della cura d’anime e dell’aspetto spirituale furono il Padre Giulio Bevilacqua, allora parroco di Sant’Antonio di Padova in Brescia, e don Giacomo Vender, allora parroco degli «sfrattati» di Ponte Crotte. Si decise quindi di istituire una nuova chiesa. Insieme al Padre Bevilacqua, i fautori furono il Vescovo S.E. Mons. Giacinto Tredici e il sindaco della città Bruno Boni. Il 2 febbraio 1963 si decise di creare una Delegazione Vescovile affidata a Don Vinicio Franceschini.
La delegazione viene eretta nel territorio dell’omonimo quartiere di S. Anna, sorto nel corso degli anni dal 1958 al 1960, grazie anche al contributo dell’Ina-Casa, che vi ha costruito 250 alloggi per un totale di 1450 abitanti. A questo complesso si era aggiunte altre case costruite da privati. Fecero pure parte della comunità religiosa anche case sparse nella campagna e sulla collina e nella zona detta della «Scaletta». Il 3 settembre del 1961 con la celebrazione della Santa Messa presieduta da S.E. Mons. Giuseppe Almici, Ausiliare della Diocesi di Brescia, davanti alla chiesa della Beata Vergine Maria Immacolata in Cascina detta «Fienil delle Monache» (proprietà Zubani) si fece lettura del decreto di erezione della Delegazione e si iniziò l’attività pastorale nella comunità di Sant’Anna. Il giorno 11 settembre 1963 con decreto vescovile nasce a tutti gli effetti giuridici e civili la dichiarata parrocchia prepositurale di Sant’Anna. Inoltre, è servito anche un decreto di istituzione del Presidente della Repubblica Italiana del tempo Antonio Segni datato 28 dicembre 1963. In seguito, data l’insufficienza della Chiesetta, la Curia acquistava un prefabbricato, che, durante i mesi di novembre e di dicembre dello stesso anno venne installata sul territorio destinato alle opere parrocchiali e venne poi benedetta e inaugurata da S.E. Mons. Giacinto Tredici il 17 dicembre.
L’esigenza sentita dalla popolazione di avere un centro religioso fu in tal modo soddisfatta. La prima struttura prefabbricata dedicata al culto fu denominata «Baracca». Qui si svolse l’attività religiosa e catechetica della erigenda comunità. Il compito di don Vinicio non fu uno dei più facili sicuramente, perché come si può intuire l’inizio è sempre carico di grandi gioie e speranze, ma anche ricco di fatica e difficoltà. Non va dimenticato il suo grande ed instancabile lavoro e contributo per i membri della sua comunità, che inizia da un appartamento preso in affitto come canonica e ha portato alla costruzione della Chiesa di S. Anna, chiamata «Tenda nel deserto», idea di Don Franceschini, del Padre Bevilacqua e del geometra Dioni. Successivamente arriveranno l’Oratorio con i locali adiacenti, l’asilo, le Acli e la canonica adiacente alla parrocchia. La prima pietra fu posta il 2 giugno del 1967 alla presenza dell’Ordinario S.E. Mons. Luigi Morstabilini.
La celebrazione fu solennizzata con una grande processione dalla chiesetta prefabbricata all’area della futura chiesa dove si trovavano le autorità civili. Il giorno fu ricordato con una pergamena speciale nella quale vi è non solo la firma del Vescovo, di Don Vinicio e dei rappresentanti delle istituzioni, ma di tutti i capi famiglia del quartiere. Il documento sigillato poi nella prima pietra. In quest’occasione nella solenne cerimonia venne amministrato il sacramento della Cresima ad un gruppo di bambini. La costruzione dell’edificio sacro avvenne nell’arco di due anni e il progetto affidato allo studio tecnico ingegner Claudio Pagliaghi e geometra Mario Dioni, mentre l’impresa edile fu quella di Adolfo Pasini di Bedizzole.
Il 12 ottobre 1969 venne consacrata solennemente la nuova Chiesa dedicata alla madre della Beata Vergine Maria. Ci fu anche la presenza di un Vescovo africano (probabilmente Mons. Adrian Ddungu Kivumbi Vescovo di Masaka ndr) che donò delle reliquie dei martiri ugandesi, che sono tuttora incastonate nell’altare maggiore. Sicuramente la presenza del Monsignore straniero era legata ad un rapporto di collaborazione ed aiuto alle povere popolazioni dell’Uganda. La partecipazione dei fedeli ebbe un’alta partecipazione. L’architettura risponde alle esigenze di semplicità e funzionalità, oltre che all’essenzialità. È la tenda che Dio ha posto in mezzo al suo popolo, come si deduce dalle pagine del Pentateuco. Dalla sommità partono le travi che vanno ad appoggiare sui pilastri a parete che stanno ad indicare gli apostoli, quindi il legame con il fondamento della Chiesa di Cristo. Inoltre, vi è anche l’esigenza, di far trovare all’uomo moderno immerso nella confusione un luogo dove incontrarsi nell’intimità con Dio.
Seppur chiesa povera, cioè sobria e non miserabile, non va dimenticata la realizzazione dell’artistico tabernacolo ad opera del Padre francescano Costantino Ruggeri di Pavia offerto da una famiglia della parrocchia. Don Nicola Bragadina, successore di don Vinicio nella guida della parrocchia, completa l’arredo sacro con la Via Crucis, in basso rilievo in ceramica dello scultore senese Vasco Nasorri(*).
La Chiesa ha subito lungo il tempo delle migliorie. Il battistero viene spostato dall’ingresso della suddetta alla sinistra dell’altare maggiore. Sulla parete del presbiterio don Mario Piccinelli collocava il grande Crocifisso e lateralmente venivano collocate statue di alcuni santi e del Sacro Cuore. Accanto al tabernacolo troviamo una Madonna in legno.
Ovviamente il ricordare l’anniversario della consacrazione della Chiesa, come è stato illustrato nel precedente bollettino, deve essere da sprono per recuperare il nostro rapporto con il Signore, che deve guidare i nostri passi verso una pronta risposta alla nostra vocazione, cioè alla santità.
Vogliamo inoltre ricordare i parroci che si sono susseguiti a Don Vinicio Franceschini (1961 – 1974): Don Nicola Bragadina (1974 – 1989); don Mario Piccinelli (1989 – 2005); in «solidum» don Faustino Pari (parroco di S. Antonio) e don Fulvio Ghilardi (parroco di S. Giacomo) dal 2005 al 2008; don Faustino Pari (2008 – 2018).
L’unità pastorale Cardinal Giulio Bevilacqua di cui entrano a far parte la parrocchia di S. Anna, di S. Giacomo e di S. Antonio di Padova inizia con decreto vescovile di S.E. Mons. Luciano Monari nel 2016. Don Antonio Polana si insedia come parroco della suddetta unità nell’ottobre del 2018.
Fonte: Archivio Diocesi di Brescia
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(* )Vasco Nasorri: Nato nel 1940 e morto nel Settembre 2019 (a 79 anni), con la sua attività artistica concentrata principalmente nell’area di Chiusi (Toscana).